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CoVID-19 in gravidanza, parto e puerperio

 

Eparina a basso peso molecolare in donne con CoVID-19

 

L'osservazione del decorso clinico di CoVID-19 sembra delineare l'esistenza di tre diversi quadri clinici che presentano frequenze di occorrenza differenti nella popolazione affetta [1, 2]:

  1. lieve (81%): presenza di sintomatologia lieve o aspecifica con malessere generale, febbre e tosse
  2. moderata (14%): la malattia pu˛ evolvere in un quadro clinico con alterazioni morfo-funzionali del polmone conseguenti all'infezione virale e alla risposta infiammatoria, febbre, tosse e possibile ipossia
  3. grave (5%): in un limitato numero di pazienti possono presentarsi processi iperinfiammatori locali e sistemici. A livello polmonare si rilevano: vasculopatia arteriosa e venosa con trombosi dei piccoli vasi e lesioni polmonari - talvolta permanenti - con conseguente evoluzione verso una sindrome da distress respiratorio acuto grave. In alcuni casi, si osserva una coagulazione intravascolare disseminata (CID) [3].
 

I fattori di rischio che predispongono allo sviluppo di un quadro clinico piuttosto che a un altro non sono noti.

Le conoscenze disponibili su efficacia e sicurezza dell'utilizzo di eparina in pazienti affetti da CoVID-19 sono molto limitate. Uno studio retrospettivo ha incluso 449 pazienti (etÓ media 65 anni) con malattia CoVID-19 grave trattati con antivirali; 99 pazienti hanno ricevuto eparina a basso peso molecolare. La mortalitÓ a 28 giorni non Ŕ differente tra i pazienti trattati con eparina rispetto a quelli non trattati.  La somministrazione di eparina riduce la mortalitÓ a 28 giorni - in una misura statisticamente significativa - solo in pazienti con una grave condizione di coagulopatia indotta da sepsi (valutata con un valore uguale o superiore a 4 in uno score che include tempo di protrombina, conta piastrinica e valutazione sequenziale di insufficienza d'organo - SOFA) - odds ratio (OR): 0.37 (intervallo di confidenza IC95%: 0.15, 0.90) o con valori di D-dimero 6 volte superiori alla norma - OR: 0.44 (IC95% 0.23, 0.86) [4]. 

Royal College of Obstetricians and Gynaecologists specifica che: 

  • la gravidanza Ŕ associata a un maggiore rischio di trombosi per un aumento della coagulazione
  • le conoscenze emergenti suggeriscono un aumentato rischio di ipercoagulazione nei pazienti ricoverati con CoVID-19.

╚ probabile, quindi, che la malattia CoVID-19 aumenti il rischio di tromboembolia venosa materna. Inoltre, la ridotta mobilitÓ per l'autoisolamento a casa o il ricovero in ospedale, potrebbe aumentare ulteriormente il rischio [5]. Per questi motivi RCOG raccomanda la somministrazione profilattica di eparina a basso peso molecolare a tutte le donne in gravidanza ricoverate con malattia CoVID-19 accertata o sospetta, a meno che il parto non sia previsto entro 12 ore [5]. Per le donne con complicanze da CoVID-19, la posologia appropriata di eparina a basso peso molecolare deve essere discussa dal medico ostetrico con l'ematologo [5].

 

Bibliografia

1. Hasan K, Mandeep R. COVID-19 illness in native and immunosuppressed states: a clinical-therapeutic staging proposal. J Heart Lung Transplant 2020;39:405‐7 [Testo integrale]
2. WHO. Clinical management of severe acute respiratory infection (SARI) when COVID-19 disease is suspected. Geneva: World Health Organization, Interim guidance 13 marzo 2020 [Testo integrale]
3. Scheda tecnica AIFA. Eparine a basso peso molecolare nei pazienti adulti con COVID-19 [Testo integrale]
4. Tang N, et al. Anticoagulant treatment is associated with decreased mortality in severe coronavirus disease 2019 patients with coagulopathy. J Thromb Haemost 2020;18:1094‐9 [Medline]
5. Royal College Obstetricians and Gynaecologists. Guidance for healthcare professionals on coronavirus (COVID-19) infection in pregnancy Versione 8. Aggiornata il 17 aprile 2020 [Testo integrale]



Data di pubblicazione: 14.05.2020

 
 
  1. SaperiDoc
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