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CoVID-19 in età pediatrica

 

Sindrome di infiammazione multisistemica pediatrica temporalmente correlata a SARS-CoV-2 - PIMS-TS

 

In breve
La PIMS-TS è una condizione molto rara, di incerta ma possibile associazione con SARS-CoV-2, i cui sintomi devono essere prontamente riconosciuti per avviare una terapia di supporto. La segnalazione e lo studio dei casi può concorrere a migliorare la conoscenza di questa sindrome e dei possibili meccanismi patogenetici di SARS-CoV-2.


 

L'infezione da SARS-CoV-2 in età pediatrica è più spesso asintomatica o paucisintomatica, con decorso generalmente lieve, rari casi che necessitano di essere ricoverati, ancora più rari quelli che ricevono cure intensive. 

In Italia uno studio di coorte retrospettivo, aggiornato al 10 aprile 2020, ha raccolto i dati di bambini con diagnosi di CoVID-19 (almeno un tampone nasofaringeo positivo) e con follow up di almeno due settimane così da poterne valutare l'evoluzione [1]. Non sono chiari i criteri di inclusione. Gli autori dichiarano che lo studio ha coinvolto, per il reclutamento dei casi, 11 dei 13 ospedali esclusivamente pediatrici e 51 delle 390 unità di pediatria ospedaliera, prevalentemente quelle localizzate al nord e al centro del paese. Sono stati raccolti i dati relativi a 168 bambini (range età da 1 giorno a 17 anni; età media 5 anni; età mediana 2.3 anni): 110/168 bambini (65.5%) sono stati ricoverati; 33/168 (19.6%) aveva una condizione cronica di base; 113/168 (67.3%) aveva un convivente positivo a SARS-CoV-2; 164/168 casi erano sintomatici; 33/168 (19.6%) sviluppano una complicanza e due di questi (1.2%) necessitano del ricovero in terapia intensiva con ventilazione meccanica; a 16 bambini (9.5%) viene fornito un supporto ventilatorio non invasivo. Una terapia antivirale viene sperimentata in 49/168 bambini (29.2%), considerati più gravi. Gli autori concludono per una sostanziale evoluzione positiva nei bambini rispetto agli adulti. Questo sembrerebbe ancora più vero considerando il possibile bias di selezione dei casi più gravi dovuto al setting di arruolamento - ospedaliero (tutti o quasi bambini sintomatici, evidentemente giunti all'osservazione in ospedale, anche se non tutti ricoverati) [1].

Si accumulano, tuttavia, segnalazioni di manifestazioni tipicamente correlate all'età pediatrica più gravi di quelle sopra descritte, che occorrerebbero con una frequenza estremamente bassa e che potrebbero essere temporalmente associate all'infezione da SARS-CoV-2: si tratta della sindrome di infiammazione multisistemica pediatrica (PIMS), un mix di segni e sintomi tipici della malattia di Kawasaki e della sindrome da shock tossico [2]. Dopo la prima segnalazione di una bambina di 6 mesi con malattia di Kawasaki in corso di CoVID-19 occorsa il 7 aprile negli USA e fino al 13 di maggio, sono stati raccolti 230 casi sospetti di questa nuova entità correlata temporalmente all'infezione da SARS-CoV-2 (PIMS-TS). Anche se una associazione fra questa sindrome e CoVID-19 non è, ad oggi, provata, questa appare comunque plausibile. I bambini presentano un corteo di sintomi, alcuni in comune con la Kawasaki (febbre persistente e interessamento cardiaco) altri che invece si differenziano da questa (come l'età media generalmente superiore ai 5 anni). Sono frequenti dolore addominale e altri sintomi gastroenterici (50-60% dei casi) oltre a congiuntivite, rash, irritabilità e, in alcuni casi, shock cardiogeno. In alcuni bambini si trova una positività a SARS-CoV-2 (PCR su tampone nasofaringeo), o agli anticorpi IgG specifici, oppure l'anamnesi può rivelare un contatto con soggetto infetto. Dal punto di vista laboratoristico si riscontrano marker di infiammazione elevati (aumento della PCR, D-dimero, IL-6, ferritina, neutrofilia con linfopenia e ipoalbuminemia). Raramente viene rilevata co-infezione con altri patogeni [2]. I casi descritti sono stati trattati, similmente a quando avviene per la malattia di Kawasaki, con immunoglobuline endovena, ma anche con corticosteroidi, antibiotici, eparina, antinfiammatori come il tocilizumab; i casi più gravi hanno richiesto supporto con vasopressori, ventilazione meccanica e, raramente, ossigenazione extracorporea a membrana.

Casi di PIMS-TS sono stati descritti anche in Italia [3,4].

Il primo maggio 2020 la società professionale pediatrica inglese (Royal College of Paediatrics and Child Health) ha proposto la seguente definizione di caso di PIMS-TS [5]:

  1. Bambino/bambina che presenta febbre persistente, segni di infiammazione (aumento della PCR, neutrofilia e linfopenia) e disfunzione d'organo singola o multipla (shock, alterazione cardiaca, renale, respiratoria, gastrointestinale o neurologica) evidenziati da reperti clinici, di laboratorio, radiologici o elettrocardiografici. Sono inclusi i casi con diagnosi di malattia di Kawasaki classica o parziale.
  2. in cui è esclusa di ogni altra causa microbica, inclusa la sepsi batterica, sindrome da shock stafilococcico o streptococcico, infezioni associate con miocarditi come quelle da enterovirus
  3. con test per SARS-CoV-2 che può essere positivo o negativo


Dei 9 criteri per valutare l'associazione causale, PIMS-TS ne soddisfa solo 5 rispetto all'infezione da SARS-CoV-2, quindi al momento si può affermare che [2]:

  • una associazione causale non è certa, in età pediatrica diversi agenti microbici possono scatenare una infiammazione multisistemica. È, quindi, ancora necessario studiare e raccogliere casi per arrivare a una conclusione
  • questa condizione è molto rara
  • in caso di sospetto devono essere escluse altre possibili cause infettive e deve essere indagata l'esposizione a eventuali casi positivi per SARS-CoV-2
  • PIMS-TS, quando occorre, necessita di un rapido riconoscimento e un adeguato trattamento di supporto


Proprio per diffondere la consapevolezza su questa rara ma grave condizione, il CDC statunitense, oltre a produrre informazioni per i professionisti della salute [6], ha anche pubblicato una pagina informativa per i genitori in cui raccomanda di contattare rapidamente il pediatra in caso il bambino/la bambina presenti [7]:

  • febbre
  • dolore addominale
  • vomito
  • diarrea
  • dolore al collo
  • rash cutaneo
  • occhi iniettati di sangue
  • estrema stanchezza


In presenza dei seguenti segni e sintomi di allerta, CDC raccomanda di portare direttamente il bambino/la bambina in pronto soccorso:

  • difficoltà a respirare
  • dolore o senso di pressione al torace persistente
  • stato di confusione insorto acutamente
  • incapacità di mantenere la posizione eretta e l'equilibrio (anche questi di nuova insorgenza)
  • labbra o viso cianotico
  • dolore addominale grave
 

Bibliografia

1. Garazzino S, et al. The Italian Sitip-Sip Pediatric Infection Study Group. Multicentre Italian study of SARS-CoV-2 infection in children and adolescents, preliminary data as at 10 April 2020. Euro Surveill 2020;25:2000600 [Medline]
2. European Centre for Disease Prevention and Control. Paediatric inflammatory multisystem syndrome and SARS-CoV-2 infection in children - 15 May 2020. ECDC: Stockholm; 2020 [Testo integrale]
3. Verdoni L, et al. An outbreak of severe Kawasaki-like disease at the Italian epicentre of the SARS-CoV-2 epidemic: an observational cohort study. Lancet 2020;395:1771-8 [Medline]
4. Licciardi F, et al. SARS-CoV-2- induced Kawasaki-like hyperinflammatory syndrome: a novel COVID phenotype in children. Pediatrics 2020 May 21:e20201711 [Medline]
5. Royal College of Paediatrics and Child Health. Guidance - COVID-19 paediatric multisystem inflammatory syndrome (1 May 2020) [Testo integrale]
6. Centers for Disease Control and Prevention-CDC. Multisystem Inflammatory Syndrome (MIS-C) [pagina web] 
7. Centers for Disease Control and Prevention-CDC. For Parents: Multisystem Inflammatory Syndrome in Children (MIS-C) associated with COVID-19 [pagina web]

Data di pubblicazione: 11.06.2020

 
 
  1. SaperiDoc
Direzione generale cura della persona, salute e welfare
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