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Dopo la nascita. La Cartella della Neonato della Regione Emilia-Romagna
Informazioni per il neonato

 

Allattamento

 

Il latte materno è l'alimento giusto per il neonato perché contiene tutto ciò di cui lui ha bisogno per crescere in salute, non inquina e non deve essere acquistato.
L'allattamento facilita inoltre lo sviluppo di una buona relazione mamma-bambino, protegge la mamma da patologie e l'aiuta a tornare in forma dopo il parto. Nessun latte artificiale eguaglia il latte materno che, oltre a essere l'unico alimento specifico per i neonati, è sufficiente da solo, senza bisogno di alcuna aggiunta di altri cibi, a soddisfare ogni loro esigenza, nutritiva e non solo, dalla nascita, fino a circa il 6° mese di vita compiuto. Anche successivamente, quando il bambino comincia a introdurre altri alimenti, l'allattamento mantiene un importante ruolo per il benessere di mamma e bambino.
L'allattamento, oltre ad avere un valore incomparabile per la salute della mamma e del bambino, soddisfa anche il loro bisogno di contatto fisico e di conoscenza reciproca.
Per questo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda che l'allattamento sia esclusivo per sei mesi circa e continui poi, con l'aggiunta di altri alimenti sicuri e appropriati, fino ai due anni e oltre, in accordo con i desideri di mamma e bambino.


 

Quante volte al giorno dovrò attaccare il bambino al seno?
Il neonato va allattato ogni volta che lo richiede, lo si può capire osservandolo attentamente: quando gira la testa, tira fuori la lingua, si succhia la mano, vuol dire che ha fame. Non aspettare che inizi a piangere per attaccarlo, perché questo può rendere più difficile la poppata. Seguire orari fissi o utilizzare tettarelle o ciucci (succhiotti) come diversivi potrebbero confondere il bambino e far ridurre la produzione di latte, che è determinata solo e soltanto dalle richieste del bambino (più spesso il bambino si attacca al seno e più latte produce la mamma). Spesso un neonato cerca il seno anche solo per avere un conforto, perché si sente solo, perché ha qualche malessere passeggero o perché vuole la mamma. Anche in questi casi è utile attaccare il bambino al seno per farlo stare meglio: la madre mostra così di rispondere ai bisogni del suo bambino e questo è fondamentale per fornirgli una base sicura di attaccamento. Le vecchie teorie del tipo "poi prende il vizio" sono ormai riconosciute essere senza fondamento. Tenere il bambino spesso vicino, in contatto pelle a pelle, favorisce la conoscenza reciproca, la poppata al momento del bisogno e tranquillizza il bambino che, soprattutto nelle prime settimane dopo il parto, ha bisogno di sentirsi fisicamente contenuto.

 

Devo dargli da bere altri liquidi (come acqua, camomille, tisane...)?
Fino a 6 mesi circa l'allattamento esclusivo, quindi senza aggiungere altri liquidi, nemmeno acqua, è tutto ciò che occorre al bambino. Il latte materno è già completo di tutto ciò di cui il bambino ha bisogno e si adatta alle sue necessità, variando la sua composizione anche durante una stessa poppata: all'inizio il latte è ricco di acqua per soddisfare la sete, poi è più grasso per placare la fame. Per questo è importante non staccare il bambino dal seno dopo un tempo prestabilito, ma lasciare che sia lui a farlo quando vuole, per poi offrirgli l'altro seno. Alla poppata successiva si offrirà per primo il seno da cui ha poppato per ultimo.

 
 

Come posso essere certa che il mio latte sia sufficiente e che il bambino cresca bene?
Il neonato che prende la giusta quantità di latte materno è sereno e cresce. Per capire che sta crescendo non è necessario dotarsi di bilancia a casa, anzi è sconsigliato farlo perché può indurre ansia e fornire informazioni sbagliate (a seconda dei pasti e delle cacche fatte, il bambino peserà di più o di meno). Allora come capire se sta crescendo? Basta osservare il suo grado di soddisfazione e valutare il numero di cacche e pipì: nei primi giorni il neonato emette il meconio (una cacca nera e appiccicosa) e fa meno pipì, ma a partire dal 4°-5° giorno se bagna di pipì almeno 5-6 pannolini al giorno (si sente che sono molto più pesanti di quando sono puliti) e fa almeno una cacca al giorno e appare soddisfatto a fine poppata, allora vuol dire che sta prendendo tutto il latte che gli serve.
Osservare le reazioni del bambino dopo il pasto aiuta a conoscerlo e a capire la sua soddisfazione e il suo benessere. Questo è più importante di qualunque bilancia.

Che cosa posso o non posso fare quando allatto?

ALIMENTAZIONE. Non c'è una dieta speciale che deve seguire la donna che allatta: non ci sono cibi che deve mangiare anche se non le piacciono o altri a cui rinunciare anche se li preferisce. Non esistono alimenti che favoriscono l'insorgenza di allergie o alimenti che possono dare un "sapore" cattivo al latte. L'importante è che la dieta sia varia, equilibrata e gradevole: una mamma felice e soddisfatta soddisfa il suo bambino. Durante l'allattamento è importante bere ascoltando il desiderio del proprio corpo ed evitando gli alcolici.

FUMO E ALCOOL. Se possibile, sarebbe bene non fumare e non assumere alcolici. Se non si riesce a smettere del tutto di fumare è comunque importante allattare, perché fa bene al bambino. L'ostetrica del consultorio vi spiegherà come ridurre il numero di sigarette - ci sono ambulatori che aiutano a farlo - e a posticipare la sigaretta dopo la poppata, così che, prima della successiva poppata, il livello di nicotina nel sangue sia ridotto. Similmente, se hai problemi a sospendere o ridurre notevolmente l'uso di alcool, parlane con la tua ostetrica, che saprà indicarti come ridurlo e come evitare che questo danneggi il bambino (devono trascorrere almeno due ore dall'assunzione di alcool e la poppata successiva).

PARRUCCHIERA. Durante l'allattamento l'uso di tinture per capelli e permanenti non presenta alcun rischio.

E se mi capita di dover prendere dei farmaci, posso continuare ad allattare?
Durante l'allattamento è meglio evitare i farmaci non necessari, tuttavia sono pochi i farmaci davvero incompatibili con l'allattamento. Spesso le donne che allattano si privano di cure anche necessarie e sopportano dolori anche importanti, pensando che altrimenti danneggeranno il loro bambino. Questo non è necessario: è importante consultare il medico, che potrà indicare il farmaco più adatto e compatibile con l'allattamento.

Può essere doloroso attaccare al seno il bambino?

Non è doloroso, ma può essere fastidioso soprattutto nelle poppate dei primi giorni dopo il parto. Ci può essere dolore invece se il bambino non si attacca bene al seno e tira solo il capezzolo: questo può favorire l'insorgere di ragadi (piccoli taglietti sul capezzolo). Quando la mamma assume la posizione semireclinata, con il bambino posto a pancia in giù sul suo torace (vedi figura), è più difficile che questa situazione si verifichi. Talvolta poi possono intervenire altri problemi, come ingorghi o mastite (il seno pieno di latte diventa molto dolente). In questi casi è opportuno rivolgersi al consultorio dove le ostetriche potranno dare un aiuto concreto per risolvere il problema.

 

Qual è la posizione migliore per allattare il mio bambino?
Ci sono diverse posizioni per allattare il proprio bambino, l'importante è stare comode e rilassate. La poppata, oltre a essere il momento del pasto, è anche l'occasione per uno scambio di coccole e tenerezze. Inoltre, specie nelle prime settimane, il tempo che la mamma passa ad allattare può essere elevato: trovare una posizione comoda, magari in una poltrona leggermente reclinata, rende piacevole e rilassante questo momento. Quando il bambino è a pancia in sotto sul torace della mamma che è comoda in posizione semireclinata, diventa anche lui parte attiva della poppata: si sistema puntando mani e piedi e non tira il capezzolo. La mamma ha le mani libere e può sistemare il bambino nella maniera che più le aggrada.
Le ostetriche del consultorio e i gruppi di auto-aiuto possono fornire importanti suggerimenti anche su questo aspetto dell'allattamento.

 
 

Se allatto, potrò lasciare qualche volta il mio bambino con altre persone?
Anche se nelle prime settimane dopo il parto è difficile immaginare di lasciare da solo il proprio bambino, in seguito e in maniera progressiva, si potrà affidare il bambino a qualcuno che se ne occupi, sia per tornare al lavoro che per trascorrere una serata fuori con persone care. In questi casi sarà opportuno programmare per tempo e imparare a spremere il latte (manualmente è la modalità preferita, o con il tiralatte - utilizzando una coppa delle dimensioni adatte al proprio seno - quando la spremitura manuale non sia possibile o gradita). Il latte spremuto può essere conservato in frigo, in freezer, o offerto fresco, preferibilmente con un bicchierino. Ci si può rivolgere alle ostetriche del consultorio o ai gruppi di auto-aiuto per sapere come fare per spremere il latte e conservarlo.



Presso i consultori sono attivi ambulatori per il sostegno dell'allattamento che offrono supporto e indicazioni sulla presenza di gruppi di sostegno mamma a
mamma presenti sul territorio.

 
 
 
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