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Dopo la nascita. La Cartella del Neonato della Regione Emilia-Romagna
Informazioni per il neonato

 

Conoscere il neonato: pelle, calo fisiologico, meconio...

 

Nei primi giorni di vita tutti i neonati vanno incontro ad alcuni fenomeni fisiologici, che per quanto potrebbero sembrare insoliti, rappresentano la normalità del processo di adattamento alla vita fuori dall'utero materno.


 

La pelle del neonato
Alla nascita, la pelle è spesso ricoperta da uno strato protettivo di colore giallastro, la vernice caseosa. Questo strato è importantissimo in utero in quanto serve per proteggere la pelle del feto dal continuo contatto col liquido amniotico, che altrimenti potrebbe macerarla.
Essa non va rimossa dopo la nascita in quanto possiede lo stesso odore del liquido amniotico e delle ghiandole che si trovano attorno al capezzolo, favorendo così l'attaccamento al seno. Inoltre, la vernice caseosa protegge la pelle del neonato dalle infezioni. Viene rimossa con il primo bagnetto che pertanto va effettuato, possibilmente, verso la fine della prima giornata di vita.
Solitamente nei primi 3-4 giorni di vita la pelle appare più rossa, con dei puntini: si tratta del cosiddetto eritema neonatale, che si risolve naturalmente nelle due settimane successive con la desquamazione della pelle. Oltre a questo, nelle prime settimane di vita in alcuni neonati può comparire una sorta di eritema a chiazze, che però si risolve da solo in qualche giorno.

 

Inoltre, sul viso e sulla nuca del neonato possono presentarsi delle piccole macchie rosse, soprattutto sulla fronte, sulle palpebre e alla radice del naso: si tratta delle macchie teleangectasiche, - cioè macchie dovute a dilatazioni dei capillari sanguigni - che tendono ad attenuarsi col tempo per poi scomparire del tutto. La macchia della fronte può essere molto intensa e diventare più rossa quando il bambino piange: anche questa si rischiarerà con la crescita del bambino. Sempre sulla pelle del viso, in particolare alle ali del naso, sulle guance e talvolta su fronte e mento possono essere presenti dei piccoli puntini biancastri, come granelli, i cosiddetti grani di miglio, che spariscono nel giro di qualche settimana. Infine, nella zona sacrale possono osservarsi delle macchie bluastre che sembrano lividi, ma che sono invece dovute ad un accumulo di melanina sotto la pelle: sono le macchie mongoliche, che scompaiono nel corso dei primi anni di vita. Si vedono più spesso nei bambini di pelle scura originari del bacino del Mediterraneo, del Medio Oriente, dell'Europa orientale o dell'Asia.

 

Meno frequenti sono gli angiomi, di colore rosso scuro e rilevati: in questo caso il pediatra ne seguirà l'evoluzione, ma in genere spariscono da soli anche dopo anni.

Meconio, feci di transizione, feci da latte
Col termine meconio si intendono le prime feci del neonato, emesse entro le prime 24-36 ore. Il meconio ha una consistenza vischiosa, un colorito che varia dal nero al verde ed è inodore. È formato da liquido amniotico, secrezioni intestinali, detriti di cellule della mucosa intestinale accumulate durante la vita nell'utero materno. Le feci di transizione compaiono in genere dopo il terzo giorno di vita: sono meno vischiose del meconio, di colorito variabile (dal marrone verdastro al marrone giallastro) e possono contenere tracce di latte digerito.
Le feci "da latte"sono quelle emesse dopo il quarto giorno dall'inizio dell'allattamento e le loro caratteristiche dipendono dal tipo di latte assunto dal neonato: in caso di latte materno hanno consistenza cremosa e colorito giallo-oro, con all'interno dei granulini bianchi. Se le feci sono lasciate all'aria si ossidano e diventano verdastre. Nell'alimentazione con latte di formula artificiale le caratteristiche delle feci variano ma sono generalmente più dure, con un odore più forte, colore giallo-grigiastro.
Il colore delle feci può variare anche in base all'alimentazione materna: non ci si deve preoccupare. Solo la presenza di feci bianche, tipo gesso, o del tutto nere come la pece, deve indurre a chiedere un controllo tempestivo del pediatra.

Calo fisiologico
Durante i primi giorni di vita il neonato tende a perdere il 5-10% del peso che aveva alla nascita: in genere raggiunge quindi il peso minimo fra il 3° e il 4° giorno di vita, poi inizia a crescere e torna al peso che aveva alla nascita in genere fra il 10° e il 15° giorno di vita.
Si tratta di un processo assolutamente normale che dipende da diversi fattori, fra cui la perdita del meconio e delle urine, l'assunzione di latte che nei primi giorni è ancora limitata, la perdita della vernice caseosa. Ma il neonato nasce attrezzato: ha un accumulo di grasso sul dorso che viene utilizzato proprio durante i primi giorni, quando la quantità di colostro - ricchissimo di anticorpi e altre difese fondamentali per il neonato - è poco e in attesa della montata lattea.
Non è necessario controllare a casa il peso del neonato: è importante valutarne il benessere generale. Se il bambino si attacca spesso al seno, è soddisfatto quando smette di ciucciare, bagna diversi pannolini ogni giorno con urine chiare e fa almeno una cacca al giorno nei primi giorni di vita, vuol dire che va tutto bene e che sta mangiando quanto gli è necessario.

Ittero neonatale
In alcuni neonati verso il 3°-4° giorno di vita compare una sfumatura gialla alle sclere (la parte bianca degli occhi), sul viso, poi sul tronco, su braccia e gambe: si tratta del cosiddetto ittero neonatale, causato dall'accumulo nel sangue di bilirubina, una sostanza che si forma a causa della distruzione fisiologica di una porzione dei globuli rossi dopo la nascita (fisiologico vuol dire che il processo è normale). La bilirubina torna poi a valori bassi (inferiori ai 2 mg%) entro la prima settimana di vita e si normalizza (meno di 1 mg%) entro la fine del primo mese di vita. In alcuni bambini allattati l'ittero può perdurare nel tempo, senza che vi sia necessità di intervento: è un ittero anche questo fisiologico che non causa alcun danno. Sarà il pediatra a valutare caso per caso e a indicare ai genitori cosa fare e come comportarsi.
L'ittero non può essere considerato fisiologico se compare già nel primo giorno di vita o raggiunge valori che superano i 12 mg% o si protrae nel tempo oltre le prime 2-3 settimane di vita. In questi casi sarà compito del pediatra valutare le possibili cause e stabilire l'eventuale trattamento.

Crisi genitale
Si  tratta di  fenomeni  fisiologici  che  coinvolgono  i  genitali  dei  neonati  dovuti alla presenza di ormoni di origine materna e placentare e che si risolvono spontaneamente in una o due settimane.
Nelle bambine i genitali esterni appaiono tumefatti, gonfi; dalla vagina fuoriesce una secrezione siero-mucosa, biancastra e a volte ci sono piccoli filamenti di sangue. Nei maschi invece si osserva tumefazione del pene. Sia nei maschi che nelle femmine possono comparire anche acne sulla pelle e la tumefazione di una o entrambe le mammelle. Le mammelle non vanno assolutamente spremute, talvolta può fuoriuscire spontaneamente qualche goccia di latte (nella tradizione popolare italiana si parla di latte di strega). Tutti questi fenomeni non devono causare preoccupazione: sono destinati a risolversi spontaneamente con la riduzione e poi scomparsa degli ormoni materni e placentari dalla circolazione sanguigna del bambino.

Ritmo sonno veglia
Nei primi periodi della vita il sonno del neonato è molto diverso da quello dell'adulto: un neonato dorme per circa il 70-80% della giornata (orientativamente 15-20 ore); questo periodo si riduce progressivamente con la crescita. Il sonno non è continuo ma è un susseguirsi di cicli di circa un'ora con brevi intervalli di veglia; all'interno di ogni ciclo di sonno ci sono diverse fasi:

  • sonno profondo (non REM): il neonato rimane immobile con occhi ben chiusi e riesce a escludere gli stimoli fastidiosi provenienti dall'ambiente;
  • sonno leggero (REM): si notano movimenti generalizzati di contorsione e movimenti del viso. È maggiore la sensibilità agli stimoli esterni e, se svegliato, può apparire irritato oppure cercare di riaddormentarsi;
  • stato indeterminato: è una fase transitoria con il passaggio dal sonno al risveglio o il ritorno a dormire. Si muove scompostamente, apre gli occhi per poi richiuderli e si sforza di trovare una posizione confortevole.

Anche durante la veglia il neonato può avere comportamenti diversi e spesso alterna momenti in cui è agitato, piagnucola e ha movimenti scomposti, a momenti in cui è attivo, attento agli stimoli che arrivano dall'esterno e presta attenzione ai suoni e ai visi familiari. Questi momenti sono molto importanti per comunicare e interagire con il neonato

 
 
 

Data di pubblicazione: 22.04.2021

  1. SaperiDoc
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