1. Inizio pagina
  2. Contenuto della pagina
  3. Menu principale
  4. Menu di Sezione

Menu

Menu

Contenuto della pagina Versione stampabile della pagina

CoVID-19 in gravidanza, parto e puerperio

 

Sicurezza dei vaccini

 

In breve
Pochi dati, abbastanza rassicuranti. Per la possibile comparsa di ipertermia, soprattutto dopo la seconda dose di vaccino, è ragionevole posporre la vaccinazione in gravidanza, qualora si propenda per farla, dopo il primo trimestre.


 

È stato identificato un solo studio sulla sicurezza dei vaccini anti-CoVID in gravidanza [1]: si tratta di un lavoro statunitense che ha utilizzato le segnalazioni riportate in tre diversi database fra il 14 dicembre 2020 e il 28 febbraio 2021.

V-safe after vaccination health checker, uno strumento sviluppato durante la pandemia da CDC che permette ai cittadini di segnalare tramite smartphone il proprio stato di benessere dopo la vaccinazione anti CoVID-19. La persona vaccinata che si registra riceve un sms con invito a rispondere a un breve questionario, giornalmente nella prima settimana, e poi settimanalmente. Successivamente l'invio degli sms è a intervalli più ampi (a 3, 6 e 12 mesi dopo aver completato il ciclo vaccinale). Sono 35.691 le donne che si sono registrate nel periodo di studio e che si sono identificate come gravide.

V-safe pregnancy registry è la declinazione del precedente database specifico per le donne che abbiano ricevuto il vaccino anti CoVID-19 poco prima o durante una gravidanza; in questo caso le donne vengono contattate telefonicamente per la raccolta dei dati. Sono 3.958 le donne gravide identificate con questo registro nel periodo di studio, di cui 3.719 (94%) sono professioniste sanitarie. Rispetto alla gravidanza, il momento in cui le donne hanno ricevuto la vaccinazione è:

  • periconcezionale per 92 (2.3%);
  • primo trimestre per 1.132 (28.6%);
  • secondo trimestre per 1.714 (43.3%);
  • terzo trimestre per 1.019 (25.7%).
 

Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS) è il sistema tradizionalmente usato negli USA per segnalare ogni evento avverso dopo qualunque vaccinazione; la segnalazione può essere fatta dalla persona vaccinata, da chi se ne prende cura, o dai professionisti della salute. Sono 221 le segnalazioni di donne gravide raccolte con questo sistema.

Quindi, a fronte di un largo uso dei vaccini in questa fascia di popolazione negli USA, i dati disponibili sulla sicurezza rispetto agli esiti della gravidanza si riferiscono a un campione limitato: al momento dello studio sono infatti solo 827 le gravidanze giunte a termine di cui si abbiano informazioni. In queste, gli esiti non differiscono per frequenza da quelli rilevati nelle donne gravide non sottoposte a vaccinazione (Tabella), ma la contenuta dimensione del campione non consente di trarre conclusioni certe [1].

 

Le restanti segnalazioni si riferiscono a effetti collaterali comuni dopo vaccinazione e autolimitanti, la cui frequenza è maggiore dopo la seconda dose di vaccino:

  • dolore nel punto di inoculo (88% e 92% rispettivamente dopo la prima e dopo la seconda dose);
  • fatica (30% e 72%);
  • cefalea (18% e 55%);
  • mialgia (12% e 54%);
  • brividi (4% e 37%);
  • temperatura ≥38°C (minore di 1% e 8%)

La possibilità di sviluppare febbre, soprattutto dopo la seconda dose di vaccino, suggerisce come elemento prudenziale di evitare la vaccinazione nel corso del primo trimestre di gravidanza, quando la condizione si può associare a un significativo, seppure contenuto, aumentato rischio di malformazioni congenite come i difetti del tubo neurale [2-5].

Infine, non ci sono segnalazioni di ridotta fertilità dopo la vaccinazione [6]. Uno studio condotto in USA ha rilevato che dopo l'approvazione dei vaccini anti CoVID-19 le ricerche su internet utilizzando i termini "COVID Vaccine Fertility", "COVID Vaccine Infertility", sono aumentate in maniera statisticamente significativa [7]. Gli autori consigliano quindi di affrontare questo tema con le persone in età riproduttiva che cercano informazioni sulla vaccinazione. Un piccolo studio osservazionale che ha coinvolto 36 coppie in trattamento per la procreazione medicalmente assistita non ha rilevato modifiche fra cicli successivi in termini di stimolazione ovarica e nelle variabili embriologiche prima e dopo (da 7 a 85 giorni) aver ricevuto un vaccino anti CoVID-19 a mRNA [6].

 

Bibliografia

1. Shimabukuro TT, et al; CDC v-safe COVID-19 Pregnancy Registry Team. Preliminary findings of mRNA Covid-19 vaccine safety in pregnant persons. N Engl J Med 2021;384:2273-2282. [Medline]
2. Royal College of Obstetricians and Gynaecologists. COVID-19 vaccines and pregnancy. [Sito web] ultimo accesso 16.07.2021
3. CDC Centers for Disease Control and Prevention. COVID-19 vaccines while pregnant or breastfeeding. [Sito web] ultimo accesso 16.07.2021
4. Rasmussen SA, et al. Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) vaccines and pregnancy: what obstetricians need to know. Obstet Gynecol 2021;137:408-14 [Medline]
5. Ory S, et al. Joint IFFS/ESHRE statement on COVID-19 vaccination for pregnant women and those considering pregnancy. Hum Reprod Open 2021;2021:hoab016 [Medline]
6. Orvieto R, et al. Does mRNA SARS-CoV-2 vaccine influence patients' performance during IVF-ET cycle? Reprod Biol Endocrinol 2021;19:69 [Medline]
7. Diaz P, et al. COVID-19 vaccine hesitancy linked to increased internet search queries for side effects on fertility potential in the initial rollout phase following Emergency Use Authorization.Andrologia 2021 Jun 28:e14156 [Medline] 

Data di pubblicazione: 19.07.2021

 
 
  1. SaperiDoc
Direzione generale cura della persona, salute e welfare
Via Aldo Moro 21, Bologna