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Incontri di accompagnamento alla nascita

L'opinione delle donne

Una metanalisi condotta a Singapore e pubblicata nel 2017 ha analizzato i dati qualitativi derivanti dai 17 studi osservazionali condotti con l’obiettivo di indagare l’esperienza e i bisogni di genitori frequentanti gli incontri di accompagnamento alla nascita (IAN) [1]. Tre temi principali sono stati rilevati:

  1. Opinioni contradditorie: alcuni genitori hanno trovato i contenuti degli incontri utili per migliorare le loro conoscenze o abilità pratiche e si sono sentiti emotivamente rassicurati dopo aver partecipato. Una parte del campione si è dichiarato confuso a causa della contraddizione tra le informazioni ricevute negli IAN e i consigli sentiti dai loro genitori e parenti più anziani o da ciò che trovavano su internet. La maggior parte dei genitori riteneva che gli IAN non fossero sufficienti per sostenerli adeguatamente durante la prima esperienza di genitorialità.
  2. La sensazione di sentirsi ben preparati dopo aver frequentato gli IAN: alcuni genitori hanno dichiarato di aver ricevuto dei benefici della partecipazione agli IAN, e di sentirsi “ben preparati” rispetto al futuro. La maggior parte ritiene che gli IAN abbiano aumentato la loro fiducia nella preparazione al parto e nell’affrontare i primi tempi da genitori. I padri hanno riferito che la partecipazione agli IAN li ha aiutati a formare legami più stretti con i loro figli/e.
  3. Le aspettative dei genitori e come organizzare gli IAN: alcune donne ritenevano che durante lo svolgimento degli IAN fosse stata posta una grande attenzione sul parto naturale e sull’allattamento. Si sentivano spinte a “fare le cose per bene”, col timore di sentirsi inadeguate. È corretto che durante gli incontri siano fornite ai genitori informazioni sulle pratiche che si associano a esiti di salute migliori per la mamma e il neonato, ma è anche necessario fornire informazioni realistiche, non idealizzanti, senza presentare parto e puerperio come prestazionali da sottoporre al giudizio degli altri. È importante che si discuta la possibilità di eventi imprevisti durante il travaglio, durante il parto e il periodo postnatale. Inoltre, alcuni dei bisogni espressi dai genitori non erano soddisfatti negli IAN, come nel caso di genitori single o con sostegno familiare limitato oppure genitori con malattie croniche. Le famiglie con esigenze specifiche dovrebbero essere identificate e indirizzate a professionisti competenti per un sostegno continuo; sarebbe inoltre utile promuovere iniziative per sostenere reti sociali e professionali adeguate.

Le preferenze per i contenuti e le modalità di erogazione degli IAN variano tra i genitori. Tuttavia, in maniera abbastanza uniforme, i genitori hanno riferito di preferire un approccio partecipativo in piccoli gruppi rispetto all’approccio didattico frontale. Inoltre è emerso il desiderio di un supporto olistico, che andasse oltre le semplici conoscenze e competenze. Volevano un supporto emotivo che perdurasse per tutto il periodo perinatale, mentre spesso questo veniva sospeso dopo la gravidanza. La maggior parte dei genitori auspicava la creazione di reti sociali con gli altri partecipanti. Coloro che sono stati in grado di formare gruppi di supporto fra pari riportano vissuti migliori nei primi tre mesi dopo il parto [1].

Uno studio, successivo alla metanalisi, che indaga aspetti quantitativi e qualitativi, condotto in Svizzera su un campione di 259 donne che hanno partecipato agli IAN e partorito in un ospedale universitario nel periodo 2018-2020, ha indagato con una intervista condotta dopo il parto la soddisfazione percepita e l’utilità degli incontri.  Il 61.0% del campione si è dichiarata globalmente soddisfatta e il 56.2% ha trovato le sessioni generalmente utili. Se indagati singolarmente però, nessuno dei temi affrontati durante gli incontri ha ottenuto una percentuale di utilità superiore al 44%. I temi sui quali le donne partecipanti avrebbero gradito informazioni più accurate sono le complicanze del parto e il periodo post natale. Anche le tempistiche nelle quali sono stati organizzati gli incontri sono state ritenute non adeguate da alcune donne [2].

 

Bibliografia

  1. Shorey S, et al. Parents’ perceptions of antenatal educational programs: A meta-synthesis. Midwifery 2022:113:103432 [Medline]
  2. Avignon V, et al . What do mothers think about their antenatal classes? A mixed-method study in Switzerland. BMC Pregnancy Childbirth 2023;19;23:741 [Medline]
Contenuto aggiornato al: 18 giugno 2026