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Prevenzione secondaria: screening sierologico
Lo screening sierologico attraverso la ricerca degli anticorpi virus-specifici nel siero materno, mediante l’utilizzo di test immunoenzimatici, può permettere di individuare le donne con infezione attiva da Citomegalovirus (CMV). Tuttavia, la valutazione della sierologia anticorpale nella donna in gravidanza non è sempre di facile interpretazione dal momento che potrebbe non distinguere fra infezione materna primaria o non primaria e non identificare l’epoca effettiva di gestazione in cui si è verificata. Infatti, la diagnosi di infezione primaria è più facile quando la donna sieroconverte, cioè passa da una situazione di assenza di anticorpi a una positività per immunoglobuline (Ig) di tipo G e di tipo M virus-specifiche, oppure quando viene rilevata la presenza di anticorpi IgM associati a IgG a bassa avidità. In altre situazioni, come i casi di esecuzione tardiva della prima sierologia in gravidanza o possibili infezioni non primarie, le modifiche sierologiche e virologiche non sono sempre evidenziabili e attendibili [1-5].
Nel 2023 la linea guida italiana ha condotto una revisione sistematica (RS) di RS e di studi controllati randomizzati (RCT) sullo screening sierologico universale dell’infezione da CMV che non ha identificato studi comparativi sul beneficio dello screening sierologico per CMV versus nessuno screening in gravidanza [1]. Alcune linee guida suggeriscono l’indagine sierologica nelle donne a rischio per contatti stretti con bambini di età inferiore a 3 anni o presenza di sintomi di malattia sistemica materna o segni di anomalie fetali da infezione congenita [6-7]. Tuttavia, nell’ultimo decennio si è assistito a un costante aumento della diffusione dello screening in gravidanza, indipendentemente dai fattori di rischio, negli stati europei: viene eseguito nel 24.6% delle donne in gravidanza in Francia (e fino a 43.6% nell’area di Parigi) [8], e nel 97.5% delle donne nella provincia di Trento [9].
In seguito alla pubblicazione di alcuni studi che hanno dimostrato l’efficacia del farmaco antivirale valaciclovir nella riduzione della trasmissione verticale dell’infezione primaria nel primo trimestre, nel 2023 la linea guida italiana della gravidanza fisiologica è stata la prima agenzia di salute a esprimersi favorevolmente allo screening sierologico universale dell’infezione primaria durante la prima parte della gravidanza, al fine di avviare il trattamento profilattico antivirale precoce in caso di necessità [1].
Lo screening sierologico dell’infezione da CMV deve essere offerto a tutte le donne in gravidanza con stato sierologico non noto o negativo (anticorpi IgG e IgM negativi) alla prima visita e comunque entro il primo trimestre e ripetuto ogni 4-6 settimane, se il primo esame risulta negativo (anticorpi IgG e IgM negativi) sino a 24 settimane di gravidanza. Raccomandazione forte, qualità delle prove moderata-forte
Similmente, la European Congenital Infection Initiatve (ECCI), commissione di 21 esperti di 19 paesi europei istituita da European Society of Clinical Virology, in seguito a revisione della letteratura e valutazione delle prove di efficacia secondo il sistema GRADE ha successivamente espresso le seguenti raccomandazioni che esplicitano ancora meglio le condizioni, limitando i tempi dello screening [10]:
- Considerare lo screening sierologico universale nel primo trimestre nelle donne con stato sierologico non noto o negative, sulla base dell’epidemiologia locale di CMV (grado D).
- Eseguire la sierologia per CMV prima possibile nel primo trimestre di gravidanza e ripetere ogni 4 settimane nelle donne sieronegative fino alla 14^-16^ settimana di gestazione. La sierologia per CMV non è raccomandata nelle donne in gravidanza oltre la 16^ settimana, tranne in caso di segni ecografici fetali compatibili con infezione da CMV (grado A)
- Utilizzare dosaggio di IgG e IgM e test di avidità di IgG (in caso di positività di IgM) per diagnosticare infezione materna primaria (grado B)
Uno studio condotto in Francia ha eseguito una valutazione costo-efficacia dello screening del primo trimestre secondo diversi modelli strategici e ha rilevato il miglior rapporto costo-efficacia in quello che prevede l’esecuzione di screening universale associato all’utilizzo di valaciclovir, rispetto all’attuale screening spontaneo in atto [11].
Non sono invece disponibili prove di efficacia rispetto allo screening dell’infezione non primaria in gravidanza. Sebbene essa stessa possa essere causa di infezione congenita, l’esecuzione dello screening nelle donne con storia di infezione pregressa alla gravidanza in corso non è indicata da nessuna linea guida. In particolare, ECCI si esprime contro la ripetizione della sierologia e di eventuali altri approfondimenti virologici in questa categoria di donne [10]:
- Non è raccomandata l’esecuzione di test sierologici o virologici nelle donne con sieropositività nota prima della gravidanza (grado B)
- Non è raccomandata la ricerca di DNA virale su sangue urine o saliva, soprattutto nelle donne con nota pregressa sieropositività (grado B)
Tale orientamento è supportato dalla mancanza di metodiche affidabili per l’identificazione di infezione non primaria e di trattamenti farmacologici efficaci per la prevenzione dell’infezione fetale in corso di infezione non primaria.
Relativamente alla prevenzione secondaria dell’infezione da CMV consulta anche la pagina:
Bibliografia:
- Istituto Superiore di Sanità. Gravidanza fisiologica. PRIMA PARTE. Sezione 2 – Screening delle infezioni in gravidanza 2023. Linea guida 1/2023 SNLG. [Testo integrale] Ultimo accesso 08.07.2026
- Rawlinson WD et al. Congenital cytomegalovirus infection in pregnancy and the neonate: consensus recommendations fr prevention, diagnosis, and therapy. Lancet Infect Dis 2017;17:e177-88. [Medline]
- Gruppo multidisciplinare “Malattie Infettive in ostetricia-ginecologia e neonatologia”. Percorsi diagnostico assistenziali in Ostetricia-Ginecologia e Neonatologia. Citomegalovirus AMCLI, SIGO, SIMaST, SIMIT, SIN, SIP; 2012 [Testo integrale]. Ultimo accesso 08.07.2026
- Revello MG, Gerna G. Diagnosis and management of human cytomegalovirus infection in the mother, fetus, and newborn infant. Clin Microbiol Rev 2002;15:680-715. [Medline]
- Leruez-Ville M et al. Cytomegalovirus infection during pregnancy: state of the science. Am J Obstet Gynecol 2020;223:330-49. [Medline]
- Boucoiran I et al. Guideline No. 420: cytomegalovirus infection in pregnancy. J Obstet Gynaecol Can 2021;43:893-908. [Medline]
- Australian Government, Department of Health and Aged Care. Australian Pregnancy Care Guidelines. Version 5.1, 2025 [Testo integrale]. Ultimo accesso 08.07.2026
- Richaud-Eyraud E et al. Screening during pregnancy and at birth: recent epidemiological data. Infectious diseases screening during pregnancy: results from the ELFE survey in maternity units, France Metropolitaine, 2011. Bulletin epidemiologique hebdomadaire – Institut de veille sanitaire, 12 mai 2015. [Testo integrale] Ultimo accesso 08.07.2026
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- Leruez-Ville M et al. Consensus recommendation for prenatal, neonatal and postnatal management of congenital cytomegalovirus infection from the European congenital infection initiative (ECCI). Lancet Reg Health Eur 2024:40:100892 [Medline]
- Périllaud-Dubois C et al. Cost-effectiveness of screening and valacyclovir-based treatment strategies for first-trimester cytomegalovirus primary infection in pregnant women in France. Ultrasound Obstet Gynecol 2023;62:573-84 [Medline]