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Prevenzione secondaria: screening sierologico
Lo screening sierologico dell’infezione da Citomegalovirus (ripetuto ogni 4-6 settimane) è raccomandato nella prima parte della gravidanza nelle sole donne con stato sierologico non noto o negativo, per diagnosticare le infezioni primarie e intraprendere tempestivamente la profilassi antivirale. Questo riduce il rischio di trasmissione verticale nella prima parte della gravidanza, quando le conseguenze possono essere più gravi.
Lo screening sierologico in gravidanza con ricerca degli anticorpi virus-specifici, mediante l’uso di test immunoenzimatici, serve a individuare le donne con infezione attiva da Citomegalovirus (CMV). Tuttavia, la valutazione della sierologia anticorpale nella donna in gravidanza non è sempre di facile interpretazione dal momento che potrebbe non distinguere fra infezione materna primaria o non primaria e potrebbe non identificare l’epoca effettiva di gestazione in cui si è verificata. Infatti, la diagnosi di infezione primaria è certa solo quando la donna sieroconverte, cioè passa da una situazione di assenza di anticorpi a una positività per immunoglobuline (Ig) di tipo G e di tipo M virus-specifiche, oppure quando viene rilevata la presenza di anticorpi IgM associati a IgG a bassa avidità (segno, questo, di infezione recente). In altre situazioni, come quando la prima sierologia in gravidanza è eseguita tardivamente, o c’è già stata una pregressa infezione, le modifiche sierologiche e virologiche non sono sempre interpretabili correttamente [1-5].
Nel 2023 la linea guida italiana ha condotto una revisione sistematica (RS) di RS e di studi controllati randomizzati (RCT) sullo screening sierologico universale dell’infezione da CMV che non ha identificato studi comparativi sul beneficio dello screening sierologico per CMV versus nessuno screening in gravidanza [1]. Alcune linee guida suggeriscono l’indagine sierologica nelle donne a rischio per contatti stretti con bambini di età inferiore a 3 anni o presenza di sintomi di malattia sistemica materna o segni di anomalie fetali da infezione congenita [6-7]. Tuttavia, nell’ultimo decennio, si è assistito a un costante aumento della diffusione dello screening in gravidanza negli stati europei, indipendentemente dalla presenza di fattori di rischio: lo screening viene eseguito nel 24.6% delle donne in gravidanza in Francia (e fino a 43.6% nell’area di Parigi) [8], e nel 97.5% delle donne nella provincia di Trento [9].
In seguito alla pubblicazione di alcuni studi che hanno dimostrato l’efficacia del farmaco antivirale valaciclovir nella riduzione della trasmissione verticale dell’infezione primaria nel primo trimestre, nel 2023 la linea guida italiana sulla gravidanza fisiologica si è espressa favorevolmente allo screening sierologico universale dell’infezione primaria durante il primo trimestre di gravidanza, per poter avviare, in caso di necessità, il trattamento profilattico antivirale [1].
Questa è la raccomandazione della linea guida:
Lo screening sierologico dell’infezione da CMV deve essere offerto a tutte le donne in gravidanza con stato sierologico non noto o negativo (anticorpi IgG e IgM negativi) alla prima visita e comunque entro il primo trimestre e ripetuto ogni 4-6 settimane, se il primo esame risulta negativo (anticorpi IgG e IgM negativi), sino a 24 settimane di gravidanza.
[Raccomandazione forte, qualità delle prove moderata-forte]
Successivamente, la European Congenital Infection Initiatve (ECCI), commissione di 21 esperti di 19 paesi europei istituita da European Society of Clinical Virology, sulla base della letteratura e valutando le prove di efficacia secondo il sistema GRADE, ha formulato le seguenti raccomandazioni che definiscono in senso più restrittivo i tempi dello screening [10]:
- Considerare lo screening sierologico universale nel primo trimestre nelle donne con stato sierologico non noto o negative, sulla base dell’epidemiologia locale di CMV (raccomandazione di grado D).
- Eseguire la sierologia per CMV prima possibile nel primo trimestre di gravidanza e ripetere ogni 4 settimane nelle donne sieronegative fino alla 14^-16^ settimana di gestazione (raccomandazione di grado A).
- La sierologia per CMV non è raccomandata nelle donne in gravidanza oltre la 16^ settimana, tranne in caso di segni ecografici fetali compatibili con infezione da CMV (raccomandazione di grado A).
- Utilizzare il dosaggio di IgG e IgM e il test di avidità di IgG (in caso di positività di IgM) per diagnosticare l’infezione materna primaria (raccomandazione di grado B).
Uno studio condotto in Francia ha valutato il rapporto costo-efficacia dello screening del primo trimestre di diversi modelli: l’esecuzione di screening universale associato all’utilizzo di valaciclovir, rispetto all’attuale screening spontaneo in atto, risulta avere il miglior rapporto costo-efficacia [11].
Non sono invece disponibili prove di efficacia rispetto allo screening dell’infezione non primaria in gravidanza. Sebbene essa stessa possa essere causa di infezione congenita, l’esecuzione dello screening nelle donne con storia di infezione pregressa non è raccomandata da nessuna linea guida. In particolare ECCI raccomanda di non ripetere la sierologia ed eventuali altri approfondimenti virologici nei seguenti casi [10]:
- Non è raccomandata l’esecuzione di test sierologici o virologici nelle donne con sieropositività nota prima della gravidanza (raccomandazione di grado B)
- Non è raccomandata la ricerca di DNA virale su sangue, urine o saliva, soprattutto nelle donne con nota pregressa sieropositività (raccomandazione di grado B)
Tale orientamento è supportato dalla mancanza di metodiche affidabili per l’identificazione di infezione non primaria e di trattamenti farmacologici efficaci per la prevenzione dell’infezione fetale in corso di infezione non primaria.
Relativamente alla prevenzione secondaria dell’infezione da CMV consulta anche la pagina:
Bibliografia:
- Istituto Superiore di Sanità. Gravidanza fisiologica. PRIMA PARTE. Sezione 2 – Screening delle infezioni in gravidanza 2023. Linea guida 1/2023 SNLG. [Testo integrale] Ultimo accesso 08.07.2026
- Rawlinson WD et al. Congenital cytomegalovirus infection in pregnancy and the neonate: consensus recommendations fr prevention, diagnosis, and therapy. Lancet Infect Dis 2017;17:e177-88. [Medline]
- Gruppo multidisciplinare “Malattie Infettive in ostetricia-ginecologia e neonatologia”. Percorsi diagnostico assistenziali in Ostetricia-Ginecologia e Neonatologia. Citomegalovirus AMCLI, SIGO, SIMaST, SIMIT, SIN, SIP; 2012 [Testo integrale]. Ultimo accesso 08.07.2026
- Revello MG, Gerna G. Diagnosis and management of human cytomegalovirus infection in the mother, fetus, and newborn infant. Clin Microbiol Rev 2002;15:680-715. [Medline]
- Leruez-Ville M et al. Cytomegalovirus infection during pregnancy: state of the science. Am J Obstet Gynecol 2020;223:330-49. [Medline]
- Boucoiran I et al. Guideline No. 420: cytomegalovirus infection in pregnancy. J Obstet Gynaecol Can 2021;43:893-908. [Medline]
- Australian Government, Department of Health and Aged Care. Australian Pregnancy Care Guidelines. Version 5.1, 2025 [Testo integrale]. Ultimo accesso 08.07.2026
- Richaud-Eyraud E et al. Screening during pregnancy and at birth: recent epidemiological data. Infectious diseases screening during pregnancy: results from the ELFE survey in maternity units, France Metropolitaine, 2011. Bulletin epidemiologique hebdomadaire – Institut de veille sanitaire, 12 mai 2015. [Testo integrale] Ultimo accesso 08.07.2026
- Piffer S et al. Monitoring viral infections in pregnancy by birth certificate attendance. The experience of province of Trento – Italy. Italian JOG 2022;34:62-70 [Testo integrale] Ultimo accesso 08.07.2026
- Leruez-Ville M et al. Consensus recommendation for prenatal, neonatal and postnatal management of congenital cytomegalovirus infection from the European congenital infection initiative (ECCI). Lancet Reg Health Eur 2024:40:100892 [Medline]
- Périllaud-Dubois C et al. Cost-effectiveness of screening and valacyclovir-based treatment strategies for first-trimester cytomegalovirus primary infection in pregnant women in France. Ultrasound Obstet Gynecol 2023;62:573-84 [Medline]